È un faro nell’oscurità, il sole incandescente, cerchio dalla fiamma magnifica. Rāhu, non inghiottirlo mentre attraversa il cielo. Rāhu, rilascia il mio discendente, il Sole!” Allora Rāhu, avendo rilasciato il Sole, corse da Vepacitti, signore dei titani, e rimase a lato, scioccato e impressionato. Vepacitti si rivolse a lui in poesia: “Perché tanta fretta? Rāhu, hai rilasciato il Sole e sei venuto qui in shock: perché te ne stai lì così spaventato?” “La mia testa sarebbe esplosa in sette pezzi, non avrei trovato felicità nella vita, se, incantato dal versetto del Buddha, non avessi rilasciato il Sole”.
2. Il capitolo di Anāthapiṇḍika
Il discorso con Candimasa