Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 222
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Detto ciò, uno dei monaci gli disse: “Ma, Signore, qual è la dottrina che il Buddha afferma per la quale non si entri in conflitto con nessuno al mondo, con i suoi angeli, diavoli, e dei, questa popolazione con i suoi asceti e bramini, esseri celesti e umani? E com’è è che le percezioni non portano a reagire il bramino che vive distaccato dai piaceri dei sensi, senza dubbio, spogliato dalla preoccupazione, e libero dalla brama di esistere in questo o quello stato?” “Monaci, le conclusioni che emergono dalla proliferazione delle percezioni affliggono una persona. Se non trova niente da cui valga la pena trarre piacere, accogliere, o afferrare nella fonte da cui queste si manifestano, proprio questa è la fine delle tendenze latenti all’avidità, alla repulsione, alle opinioni, al dubbio, alla presunzione, all’avidità di esistere, e all’ignoranza. Proprio questa è la fine del prendere bastone e spada, la fine di bisticci, discussioni, e litigi, di accuse, linguaggio divisivo, e bugie. È qui che queste qualità malvagie e cattive cessano senza che ne rimanga nulla”. Questo è ciò che il Buddha disse. Detto ciò, il Santo si alzò dal proprio posto ed entrò nella propria dimora.

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