Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 501
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Cosa c’è di altro da fare? Dovete allenarvi così: ‘Dobbiamo essere dediti alla veglia. Dobbiamo camminare e sederci durante il giorno, purificando la mente dagli ostacoli. La sera, continueremo a camminare e sedere. Nel mezzo della notte, ci sdraieremo nella posizione del leone, sul lato destro, posizionando un piede sopra l’altro, consapevoli e presenti, concentrandoci sull’idea di alzarsi. Nell’ultima parte della notte, ci alzeremo e continueremo a camminare e sedere, purificando la mente dagli ostacoli’. Ora, monaci, potreste pensare: ‘Siamo coscienziosi e prudenti, il nostro comportamento di corpo è puro, il nostro comportamento di parola è puro, il nostro comportamento di mente è puro, il nostro sostentamento è puro, e le nostre porte sensoriali sono contenute, non mangiamo troppo, e siamo dediti alla veglia. Questo è già abbastanza. Abbiamo raggiunto l’obiettivo della vita da asceta. Non c’è altro da fare’. E potreste sentirvi soddisfatti giusto con quel poco. Vi proclamo questo, monaci, vi annuncio questo: ‘Voi che aspirate a essere veri asceti, non perdete di vista l’obiettivo della vita ascetica quando c’è ancora altro da fare’.

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