Dopo un po’ lasciai una fortuna grossa o piccola che sia, e una famiglia grossa o piccola che sia. Mi tagliai capelli e barba, indossai l’abito marrone, e lasciai la vita di casa per quella mendicante. Una volta lasciata casa, adottai l’addestramento e il sostentamento dei monaci. Evitai di uccidere, rinunciando a bastone e spada. Ero scrupoloso e gentile, dimorando pieno di premura per ogni essere vivente. Evitai di rubare. Prendevo solo ciò che mi veniva dato, e mi aspettavo solo ciò che mi veniva dato. Mi mantenevo puro non rubando. Evitai l’impudicizia. Ero casto, distinto, evitando l’atto volgare del sesso. Evitai di mentire. Dicevo la verità e mi attenevo alla verità. Ero onesto e affidabile, e non ingannavo il mondo con le mie parole. Evitai linguaggio divisivo. Non ripetevo in un posto ciò che sentivo in un altro al fine di dividere le persone l’una contro l’altra. Al contrario, riconciliavo coloro che erano divisi, supportando l’armonia, rallegrandomi nell’armonia, amando l’armonia, usando parole che promuovono armonia. Evitai linguaggio aspro. Parlavo in modo dolce, piacevole all’orecchio, amabile, che va dritto al cuore, gentile, piacevole, e gradevole alla gente. Evitai di parlare senza motivo. Le mie parole erano opportune, vere, e significative, in linea con l’insegnamento e l’addestramento. Dicevo le cose al momento giusto e che avevano valore, erano ragionevoli, succinte, e benefiche.