Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 209
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Poi, un monaco, sufficientemente isolata dai piaceri dei sensi, isolata da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Imbeve, inzuppa, riempie, e infonde il proprio corpo di euforia e felicità nata dall’isolamento. Non c’è parte del corpo che non sia infusa di euforia e felicità nate dall’isolamento. È come quando un abile infermiere o il suo apprendista versa della polvere per il bagno in un piatto di bronzo, cospargendola poco a poco con dell’acqua. La impasta finché la palla di polvere per il bagno è imbevuta e satura di umidità, infusa perbene dentro e fuori; eppure l’umidità non trasuda. Allo stesso modo un monaco imbeve, inzuppa, riempie, e infonde il proprio corpo di euforia e felicità nate dall’isolamento. Non c’è parte del corpo che non sia infusa di euforia e felicità nate dall’isolamento. Mentre dimora così, diligente, fervido, e risoluto, i ricordi e i pensieri della vita laica vengono abbandonati. La sua mente si placa internamente, si stabilizza, si raccoglie, e si concentra. Anche così è come un monaco sviluppa la consapevolezza del corpo.

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