Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 265
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Ma più grande di questa è la massa di ignoranza dalla quale il principe Jayasena è velato, avvolto, coperto, e inghiottito. Il principe Jayasena vive nel mezzo dei piaceri dei sensi, godendoseli, consumato dai pensieri per essi, bruciando di febbre per essi, e cercandone avidamente di più. È semplicemente impossibile per lui conoscere, vedere, o realizzare ciò che può essere conosciuto, visto, e realizzato solo attraverso la rinuncia. Non avrebbe sorpreso che, se queste due similitudini ti fossero venute in mente, il principe Jayasena avrebbe acquisito fiducia in te e ti avrebbe mostrato tale fiducia” “Ma, Signore, come avrebbero potuto queste due similitudini venirmi in mente come al Buddha, dato che non furono né ispirate in maniera sovrannaturale, né imparate in passato?” “Immagina, Aggivessana, un re aristocratico consacrato che si rivolge al proprio cacciatore di elefanti: ‘Per favore, mio buon cacciatore di elefanti, monta l’elefante maschio reale e addentrati nel bosco degli elefanti. Quando vedi un elefante maschio selvaggio, legalo al collo dell’elefante reale’ ‘Sì, Sua Maestà’, risponde il cacciatore di elefanti, e fa come gli è stato detto. L’elefante reale conduce l’elefante selvaggio all’aperto; ed è solo allora che esce all’aperto, poiché gli elefanti maschi selvaggi sono attaccati al bosco degli elefanti. Allora il cacciatore di elefanti informa il re: “Sire, l’elefante selvaggio è uscito all’aperto’. Allora il re si rivolge al proprio addestratore di elefanti: ‘Per favore, mio buon addestratore di elefanti, doma l’elefante maschio selvaggio. Sottometti i suoi comportamenti selvaggi, i suoi ricordi e pensieri selvaggi, e i suoi stress, fatiche, e febbri selvagge. Rendilo felice di stare in un villaggio, e infondi in lui comportamenti adatti agli umani’

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