Ora, Ānanda, ci si può aspettare che i doni alle seguenti persone portino i seguenti ritorni. A un animale, cento volte tanto. A una persona ordinaria immorale, mille volte. A una persona ordinaria morale, centomila volte. A un praticante di un’altra religione che è libero dal desiderio per i piaceri dei sensi, dieci miliardi di volte. Ma un dono a chi sta praticando per realizzare il frutto dell’entrata nella corrente, ci si può aspettare che porti ritorni incalcolabili e immensurabili. Quanto più allora un dono a uno che è entrato nella corrente, a chi sta praticando per realizzare il frutto del ritorno una volta sola, a uno che ritorna una volta sola, a chi sta praticando per realizzare il frutto del non-ritorno, a uno che non ritorna, a chi sta praticando per realizzare il frutto della perfezione, a un perfetto, o a un Buddha Solitario? Quanto più allora a un Realizzato, un perfetto, un Buddha completamente risvegliato? Ma ci sono, Ānanda, sette donazioni nei confronti di una comunità. Quali sette? Si fa un dono a entrambe le comunità di monaci e monache guidate dal Buddha. Questa è la prima donazione a una comunità. Si fa un dono a entrambe le comunità di monaci e monache dopo che il Buddha si è estinto completamente. Questa è la seconda donazione a una comunità. Si fa un dono alla comunità di monaci. Questa è la terza donazione a una comunità. Si fa un dono alla comunità di monache. Questa è la quarta donazione a una comunità. Si fa un dono dicendo: ‘Consegnatelo a questi monaci e monache della comunità’. Questa è la quinta donazione a una comunità. Si fa un dono dicendo: ‘Consegnatelo a questi monaci della comunità’. Questa è la sesta donazione a una comunità. Si fa un dono dicendo: ‘Consegnatelo a queste monache della comunità’. Questa è la settima donazione a una comunità.