“Signor Ānanda, quando le ho chiesto se ci fosse anche un solo monaco, sia nominato dal Buddha, che eletto dalla comunità e nominato da vari monaci anziani, che vi fa da rifugio dopo che il Buddha è deceduto, a cui ora vi rivolgete, lei rispose: ‘No, non c’è’. E ora quando le ho chiesto se c’è anche solo un monaco che onorate, rispettate, stimate, venerate, e su cui fate affidamento, lei ha risposto: ‘No, non c’è’. Come posso interpretare il significato di questa frase?” “Ci sono dieci cose ispiratrici spiegate dal Beato, che conosce e vede, il perfetto, il Buddha completamente risvegliato. Onoriamo chiunque in cui si trovano queste dieci cose. Quali dieci? È quando un monaco è morale, con contegno nel rispetto della regola monastica, comportandosi bene e cercando elemosina in posti adatti. Vedendo il pericolo nella colpa più piccola, mantiene le regole che ha intrapreso.