Così ho sentito. Una volta il Venerabile Bakkula dimorava vicino a Rājagaha, nel bosco di bambù, il terreno dove gli scoiattoli venivano a mangiare. Allora l’asceta nudo Kassapa, un vecchio amico di Bakkula nella vita laica, andò da lui e ci scambiò saluti. Una volta che i saluti e le cordialità terminarono, si sedette a lato e disse al Venerabile Bakkula: “Fratello Bakkula, da quanto tempo hai lasciato casa?” “Sono ottant’anni, fratello” “Ma, fratello Bakkula, in questi ottant’anni, quante volte hai fatto sesso?” “Non devi chiedermi questo, fratello. Piuttosto, devi chiedermi questo: ‘Ma in questi ottant’anni, quante volte si sono anche solo manifestate delle percezioni sensuali in te?’” “Ma in questi ottant’anni, fratello Bakkula, quante volte si sono anche solo manifestate delle percezioni sensuali in te?” “Fratello, in questi ottant’anni non ricordo si siano anche solo manifestate delle percezioni sensuali in me”. Ricordiamo questa come una qualità incredibile e strabiliante del Venerabile Bakkula.