Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 205
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Inoltre, quando un monaco cammina sa: ‘Sto camminando.’ Quando è in piedi sa: ‘Sono in piedi.’ Quando è seduto sa: ‘Sono seduto.’ E quando è sdraiato sa: ‘Sono sdraiato.’ In qualsiasi posizione il proprio corpo si trovi, lo sa. Mentre dimora così, diligente, fervido, e risoluto, i ricordi e i pensieri della vita laica vengono abbandonati. La sua mente si placa internamente, si stabilizza, si raccoglie, e si concentra. Anche così è come un monaco sviluppa la consapevolezza del corpo. Inoltre, un monaco agisce con consapevolezza nell’andare e nel tornare; nel guardare avanti e di lato; nel piegare ed estendere gli arti; nel gestire il mantello, la ciotola, e gli abiti; nel mangiare, bere, masticare, ed assaporare; nell’urinare e defecare; nel camminare, rimanere in piedi, sedersi, dormire, stare sveglio, parlare, e rimanere in silenzio. Mentre dimora così, diligente, fervido, e risoluto, i ricordi e i pensieri della vita laica vengono abbandonati. La sua mente si placa internamente, si stabilizza, si raccoglie, e si concentra. Anche così è come un monaco sviluppa la consapevolezza del corpo. Inoltre, un monaco esamina il proprio corpo, su dalle piante dei piedi e giù dalle punte dei capelli, avvolto in pelle e pieno di vari tipi di schifezze: ‘In questo corpo ci sono capelli, peli, unghie, denti, pelle, carne, tendini, ossa, midollo osseo, reni, cuore, fegato, diaframma, milza, polmoni, intestini, mesentere, cibo non digerito, feci, bile, catarro, pus, sangue, sudore, grasso, lacrime, unto, saliva, muco, liquido sinoviale, urina.’

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