E i venerabili Nandiya e Kimbila dissero lo stesso, e aggiunsero: “È così che dimoriamo in armonia, apprezzandoci l’un l’altro, senza litigare, mischiandoci come latte e acqua, e trattandoci l’un l’altro con occhi gentili” “Bene, bene, Anuruddha e compagni! Ma spero che viviate diligenti, fervidi, e risoluti?” “Sicuro, Signore, viviamo diligenti, fervidi, e risoluti” “Ma come fate a dimorare così?” “In questo caso, Signore, chiunque torna prima dalla questua prepara i posti a sedere, l’acqua da bere, e il cestino della spazzatura. Se avanza qualcosa, chiunque torna per ultimo lo mangia se vuole. Altrimenti lo butta dove c’è poco che cresce, o in acqua che non ha creature viventi. Poi mette via i posti a sedere, l’acqua da bere, il cestino della spazzatura, e spazza la mensa. Se qualcuno vede che il secchio dell’acqua per lavarsi, bere, o per il bagno è vuoto lo riempie. Se non riesce da solo, chiama un’altro con un cenno della mano, e lo preparano alzandolo con le proprie mani. Ma non rompiamo il silenzio per questo. E ogni cinque giorni ci sediamo assieme per l’intera notte a discutere gli insegnamenti. È così che dimoriamo diligenti, fervidi, e risoluti”