“Principe, prima del mio risveglio, quando non ero ancora risvegliato ma ero alla ricerca del risveglio, anche io pensavo: ‘La felicità non si ottiene attraverso la felicità; la felicità si ottiene attraverso il dolore. Qualche tempo dopo, quando avevo ancora i capelli nero puro, benedetto dalla giovinezza, nel fiore degli anni, sebbene mia madre e mio padre non volessero, piangendo con facce piene di lacrime, mi tagliai capelli e barba, indossai l’abito marrone, e lasciai la vita di casa per quella mendicante. Una volta lasciata casa partii alla scoperta del bene, alla ricerca dello stato supremo di pace sublime. Andai da Āḷāra Kālāma e gli dissi: ‘Fratello Kālāma, desidero seguire il percorso spirituale secondo questo insegnamento e addestramento’. Āḷāra Kālāma rispose: ‘Rimani, venerabile. Questo insegnamento è tale che le persone giudiziose possano presto realizzare la tradizione con la propria conoscenza diretta e dimorare avendo raggiunto ciò’. Presto memorizzai quell’insegnamento. Per quanto riguarda la memorizzazione e recita orale, parlavo della dottrina della sapienza, della dottrina degli anziani. Dicevo di conoscere e vedere, e così facevano gli altri. Poi pensai: ‘Non è solo per fede che Āḷāra Kālāma dichiara: “Ho realizzato questo insegnamento con la mia conoscenza diretta, e dimoro avendo raggiunto ciò”. Sicuramente dimora conoscendo e vedendo questo insegnamento’.