“Signor Gotama, i bramini prescrivono cinque cose per accumulare merito e riuscire nel bene” “Se non ti dispiace, studente, per favore, spiegale a questa assemblea” “Non è un problema quando un signore come lei è seduto qui” “Allora parla, studente” “Signor Gotama, la verità è la prima cosa. Il fervore la seconda. La castità la terza. La recitazione la quarta. La generosità la quinta. Queste sono le cinque cose che i bramini prescrivono per accumulare merito e riuscire nel bene. Cosa dice lei a riguardo?” “Beh, studente, c’è anche solo un singolo bramino che dice così: ‘Dichiaro il risultato di queste cinque cose dopo averle realizzate attraverso conoscenza diretta’?” “No, Signor Gotama” “Beh, c’è anche sono un singolo maestro dei bramini, o un maestro di maestri, o qualcuno fino alla settima generazione di maestri che dice così: ‘Dichiaro il risultato di queste cinque cose dopo averle realizzate attraverso conoscenza diretta’?” “No, Signor Gotama” “Beh, e gli antichi veggenti dei bramini, cioè Aṭṭhaka, Vāmaka, Vāmadeva, Vessāmitta, Yamadaggi, Aṅgīrasa, Bhāradvāja, Vāseṭṭha, Kassapa, e Bhagu? Furono gli autori e i propagatori degli inni. Le loro collezioni venivano cantate e propagate, e furono compilate in tempi antichi; e al giorno d’oggi i bramini continuano a cantarle e a recitarle, recitando ciò che veniva recitato, e insegnando ciò che veniva insegnato. Almeno loro dissero: ‘Dichiariamo il risultato di queste cinque cose dopo averle realizzate attraverso conoscenza diretta’?” “No, Signor Gotama”