Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 228
เข้าสู่ระบบเพื่อคั่นหน้า

“Ma io sono venuto a conoscenza, ho visto, compreso, realizzato, e ho fatto esperienza con saggezza di questo: ‘Quando si prova quel tipo di sensazione neutra, le cattive qualità diminuiscono e le buone qualità crescono’. Dato che è così, è per questo che dico: ‘Dovete raggiungere e dimorare in quel tipo di sensazione neutra’. Monaci, io non dico che tutti questi monaci abbiano ancora da lavorare con diligenza. E non dico nemmeno che nessuno di questi monaci abbia ancora da lavorare con diligenza. Dico che i monaci non hanno più da lavorare con diligenza se sono perfetti, con contaminanti eliminati, hanno completato il percorso spirituale, fatto ciò che c’era da fare, riposto il fardello, raggiunto il proprio vero obiettivo, assolutamente eliminato la catena dell’esistenza, e sono correttamente liberi attraverso l’illuminazione. Perché questo? Hanno fatto il proprio lavoro con diligenza. Non sono in grado di essere negligenti. Dico che i monaci hanno ancora lavoro da fare con diligenza se sono apprendisti, se non hanno raggiunto il desiderio del proprio cuore, ma vivono aspirando al santuario supremo dal giogo. Perché questo? Pensando: ‘Speriamo che questo venerabile frequenti ripari appropriati, amici buoni, e che controlli le proprie facoltà. Così magari realizzerà la suprema culminazione del percorso spirituale in questa stessa vita, e dimorerà avendo raggiunto con la propria conoscenza diretta l’obiettivo per cui i giovani giustamente lasciano la vita di casa per quella mendicante’. Vedendo questo frutto della diligenza per quei monaci, dico che hanno ancora lavoro da fare con diligenza.

เข้าสู่ระบบเพื่อรับ ๑๐ แต้มบุญจากการอ่านหน้านี้