Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 468
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Viaggiando passo dopo passo, arrivai a Varanasi, e andai a trovare il gruppo dei cinque monaci nel parco dei cervi di Isipatana. I cinque monaci mi videro arrivare da lontano e si fermarono, dicendo: ‘Ecco che arriva l’asceta Gotama. È così indulgente; si è allontanato dal lavoro ed è ritornato all’indulgenza. Non dobbiamo inchinarci, alzarci per lui, o ricevere la sua ciotola e abito. Ma possiamo preparare un posto; può sedersi se vuole’. Eppure, nell’avvicinarmi, i cinque monaci non furono in grado di trattenersi come avevano concordato. Alcuni vennero a salutarmi e a ricevere la mia ciotola e abito, alcuni prepararono un posto, mentre altri prepararono dell’acqua per lavarmi i piedi. Ma si rivolgevano ancora a me come ‘fratello’. Quindi dissi loro: ‘Monaci, non rivolgetevi a me come ‘fratello’. Il Realizzato è perfetto, un Buddha completamente risvegliato. Ascoltate, monaci: ho ottenuto la libertà dalla morte. Vi istruirò, vi spiegherò l’insegnamento. Praticando come vi istruirò, presto realizzerete la suprema culminazione del percorso spirituale in questa stessa vita. Dimorerete avendo raggiunto con la vostra conoscenza diretta l’obiettivo per cui i giovani giustamente lasciano la vita di casa per quella mendicante’. Ma loro mi dissero: ‘Fratello Gotama, nemmeno attraverso quella condotta, quella pratica, quel lavoro estenuante hai raggiunto alcuna distinzione sovrumana in conoscenza e visione degna dei nobili. Come puoi aver raggiunto tale stato ora che sei diventato indulgente, che ti sei allontanato dal lavoro e sei ritornato all'indulgenza?’ Quindi dissi loro:

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