Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
Italian Translation · Volume 13 · Page 160
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E qual è, Ānanda il percorso e la pratica per l’abbandono delle cinque catene inferiori? È quando un monaco, grazie all’isolamento dagli attaccamenti, all’abbandono delle cattive qualità, e al completo assestamento del disagio fisico, sufficientemente isolato dai piaceri dei sensi, isolato da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Contempla i fenomeni lì presenti inclusi nella forma, nella sensazione, nella percezione, nelle attività, e nella coscienza come impermanenti, come sofferenza, come malati, come un ascesso, come un dardo, come miseria, come un’afflizione, come alieni, come decadenti, come vuoti, come privi di un Sé. Allontana la mente da quelle cose, e la rivolge verso l’elemento della libertà dalla morte: ‘Questo è pace; questo è sublime, vale a dire, il placarsi di ogni attività, il lasciar andare ogni attaccamento, l’eliminazione della brama, lo svanire dell’avidità, la cessazione, l’estinzione’. Interiorizzando ciò raggiunge l’eliminazione dei contaminanti. Se non ottiene l’eliminazione dei contaminanti, con l’eliminazione delle cinque catene inferiori rinasce spontaneamente, a causa della propria avidità e godimento per quel fenomeno. Si estingue lì, senza tornare da quel mondo. Questo è il percorso e la pratica per l’abbandono delle cinque catene inferiori. Inoltre, con il placarsi di pensiero e valutazione, … raggiunge e dimora nella seconda estasi. nella terza estasi … nella quarta estasi. Contempla i fenomeni lì presenti come impermanenti … Allontana la mente da quelle cose … Se non ottiene l’eliminazione dei contaminanti, rinasce spontaneamente … senza tornare da quel mondo. Anche questo è il percorso e la pratica per l’abbandono delle cinque catene inferiori.

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